Consiliul
Județean Cluj

România
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Director fondator: Mircea Arman, 2015

Director fondator revista pe suport material: Ioan Slavici, 1884

weekly magazine in english,
romanian and italian

VERSO L’ITALIA

Rubrica a cura di Serena Piccoli e Giorgia Monti.

LUCIA GUIDORIZZI

 

Bambino con  smartphone

Pallido con gli occhiali

Su cui si rifrangono

Luci fredde

Amorfo sul divano

Inabissato nel suo

Celeste pantano

Catturato dai bagliori

Dello schermo

Avvelenato dal suo solitario

Perdersi

Con pupille irretite

da sollecitazioni virtuali

Con un corpo ignaro

Di corse e cadute

Che ignora le ferite

Bambino eremita

Bambino divorato

Come idolo dimenticato

E divorato dalle luci fredde

Nient’altro che un’ ombra

Nel silenzio della casa vuota

Dove ognuno sta immobile

Davanti ad una tavoletta luminosa

Senza dire una parola

 

Lucia Guidorizzi – ha pubblicato con Editoria Universitaria : Confini, 2005, Scandalose entropie. 2006, Ibrida  Hybris, 2007 e Quadrilunio. Una tetralogia dell’Anima, 2009 e con Supernova Milagros, 2011, Nel paese dei castelli di sabbia, 2013, Controcanto, 2015 Pietra Esile, 2017.
Cura la rubrica LuciAllaluna online per il Progetto 7Lune.

 

MONICA AMADUCCI

Infiniti cerchi

Così, con le lacrime

che ti fanno compagnia

rotolando sulla pelle

di fronte al soffitto

dove si schiacciano

i domani:

macchie di muffa

da contare e ricontare

stringendo i denti

e il lenzuolo in un pugno,

nell’altro i frammenti

di domande

rimbalzanti come rane

e alle pareti riflessi

i visi della veglia

in fila incorniciati

(anche il tuo) ingigantiti

strappati agli alibi

dei rumori del contesto

ridicoli immobili

bloccati al fermoimmagine

gli sguardi ebeti

le bocche aperte.

E  a quelli tu disegni

a matita sul muro

enormi nuvolette

di fumetti senza scritta

intercalati dalle crepe.

 

Monica Amaducci vive a Cesena. Nel 1983 ha pubblicato Afonie (Il Ponte Vecchio) ed ha partecipato all’antologia Voce Donna (Il Vicolo di Cesena). Dopo essersi interessata di poesia visiva, con Cesare Padovani, ha esposto proprie opere alla rassegna Rapsodie di Lune a San Marino. Ha scritto testi teatrali, Labirinti è stato presentato al Plautus Festival di Sarsina. Ha partecipato al Festival internazionale di Poesia , Video e Arti visive L’Orecchio di Dioniso 2018, proponendo poesie tratte dal nuovo libro Orme di piedi nudi nell’anima (Il Ponte Vecchio, 2018 ).

 

PAOLO POLVANI

La fila

Il fondo della fila si allontana, come la giovinezza.

Qualcuno ride e sfoggia una dentiera scintillante,

un altro mostra gengive indurite  ma ancora vive. Invece uno

ha il figlio morto, anzi precipitato dalle impalcature secondo

la definizione del giornale. Un altro ha la moglie

con l’halzeimer e la lega quando viene qui

per la pensione. Amico attento, a quest’ora

si svegliano i colombi e te la fanno in testa.

Rispetto ? che senso ha questa parola ?

Intanto uno esce col suo bel gruzzolo in tasca e pensa

che quel desiderio di parmigiano anche per questo mese

resta nell’elenco. E uno gli fa: l’a

strousc tutt ch’i m’nenn, in dialetto, allegro,

li spenderai con le ragazze, tutti. Ma quello è intento

a stringerli dentro la tasca, fatica a sorridere.

Eppure nessuno appare triste, sembrano scolari,

con quei giacconi troppo grandi e i pantaloni

spaiati dell’abito del matrimonio.

 

Paolo Polvani è nato nel 1951 a Barletta, dove vive. Ha pubblicato diversi libri di poesia, ultimi dei quali: Una fame chiara, Terra d’ulivi edizioni, 2014; Cucine abitabili, MR editori 2014; Il mondo come un clamoroso errore, Pietre vive 2017. E’ tra i fondatori e redattori della fanzine on line Versante ripido.

 

MARTINA CAMPI

Le catene di pioggia si rovesciano, allagano
e le strade di campagna si confondono coi fossi incolti
e le auto coi finestrini serrati azzurri si bloccano
e la città, vista da qui, sembra un miraggio.

Gli anni luce impiegati dal tempo non hanno tenuto conto
dei fili, dei legami, di un giubbetto inzuppato,
dei lacci delle scarpe, della suola, della gomma,
la scelta di non conservarsi al ricordo;

queste stagioni, di taglio impreciso, non hanno tenuto conto
di una bicicletta nera col cestino del pane, un soffitto bianco
sfondato da piedi bambini in fuga.
Di una voce che ha smesso di farsi sentire, da questa parte del mondo.

La città, vista da qui, sembra un miraggio
E gli alberi raccolgono pioggia tra le foglie
E noi ci facciamo acqua, sgocciolanti dai vestiti e dal volto
E portiamo in salvo le nostre borse, dalle correnti.

(Tutto intorno a noi)

da Cotone (buonesiepi libri, 2014)

 

Martina Campi, autrice e performer, ha pubblicato: La saggezza dei corpi (L’arcolaio, 2016), Cotone (Buonesiepi Libri 2014), Estensioni del tempo (Le Voci della Luna Poesia, 2012 – Vincitore Premio Giorgi), e la plaquette È così l’addio di ogni giorno (Corraino Edizioni 2015), con il poeta V. Masciullo. Curatrice, con A. Brusa e V. Grutt, di Centrale di Transito (Perrone Editore 2016). Fa parte del Comitato Bologna in Lettere. Co-fondatrice, insieme al compositore polistrumentista Mario Sboarina, del progetto Memorie dal SottoSuono – The poetry music experience.

 

CLAUDIA ZIRONI

 

nella conta dei lutti

amico mio

tu che sei di tanto avanti, dimmi

si diventa immuni dal dolore?

o i dolori si sommano in un cuore

sempre più gonfio e crepato, invecchiato

prossimo all’esplosione. o lo rende spento

tanto dolore, piccolo e duro

come un sassolino di cava, opaco

un grumo immobile, nero. o dimmi

se il dolore invece lo fa leggero

e trasparente, e il cuore vola via

lasciandoci soli.

 

Claudia Zironi, bolognese, opera dal 2012 nel mondo della diffusione culturale con la fanzine Versante Ripido dedicata alla poesia, della quale è uno dei fondatori. Cinque pubblicazione in Italia, l’ultima è “Variazioni sul tema del tempo” (2018). In USA è uscito nel 2016, in traduzione con testo originale a fronte, il suo secondo “Eros and polis”.

 

ENRICO GREGORI

 

Per il gusto di viaggiare

Scia sulla sabbia

corrente subacquea

tragitto consigliato.

Biglia mossa da null’altro

se non ostinata goffaggine,

inerzia irregolare

andamento perpetuo

verso vuoto vacante.

Sulla tua pelle

quella degli altri,

nei vostri pensieri

nei miei meandri

un segmento infinito

concetti da demolire

dubbi da riconquistare.

Piaceri in subbuglio

identità mutabile

libertà leggera

faticata sazietà felice.

 

Enrico Gregori – nasce nel 1989. Scrive in maniera costante e seria dal periodo delle scuole superiori accumulando molto materiale. Con il primo stipendio si è autoprodotto il suo primo libro (attualmente ne ha tre) e ha iniziato a girare per locali con musicisti o in solitaria per promuovere e far girare le su parole.
Lo fa tutt’ora incastrando i tempi con il lavoro.

 

 

PIER FRANCESCO DE IULIO

Aprile

è dietro l’angolo

e la sua promessa

anche –

è dietro l’angolo.

Il viso

e il bianchissimo

seno – sono in angolo.

Come afflato geometrico

o numero quantico.

Sussulto,

corpo squassato –

corimbo che tutto squadra

e riunisce.

Di ogni angolatura

futura – è la forma.

La rachide che schiude,

in questa sorprendente

specie d’addio.

 

Pier Francesco De Iulio è nato e vive a Roma, dove si occupa di Comunicazione digitale e Formazione aziendale. Suoi testi poetici sono stati pubblicati su diverse riviste letterarie, a stampa e online, anche in traduzione.

 

FABIA GHENZOVICH

Prisma

Come un puzzle scombinato qualcosa

si frantuma. Neppure io mi riconosco.

Cade un muro e si rovescia il secolo

per ricomporsi in un azzardo

di leggerezza.

Una sfaccettatura nel prisma

del possibile creata per lo scompiglio.

Uno stupore di stelle spazza via

la polvere d’ogni santa

sicumera persino una fede

vacilla sulla  nudità

del corpo residua al lieve

passo di viandanza

la musica segreta che manca

saperla ascoltare invece

lasciarla passare da uno ad uno

dentro e fuori 

ricominciare

da capo

                       senza più muri.

 

Fabia Ghenzovich è nata a Venezia dove vive. E’ interessata alla poesia e alle sue possibili interazioni e contaminazioni  tra i linguaggi dell’arte e in particolare con quello musicale,  come nel caso di “Metropoli”, testi musicati in stile rap, con più rappresentazioni a Venezia, Milano e Padova.   Ha partecipato alla prima Biennale di poesia “Officina della percezione” (premio Lorenzo Montano 2004 a Verona) e ha avuto più volte  riconoscimenti al premio. Ha pubblicato molti libri di poesia.

 

FRANCESCA DEL MORO

La risorsa umana si è spezzata in più punti
Era poco flessibile, dicono, poco resistente,
o forse è stato per via di quella parte male inserita.
Una volta sostituita, si ignora la sua destinazione.
Ridenti i mercati assistono come gerani al balcone.

 

Francesca Del Moro è nata a Livorno nel  1971 e vive a Bologna. Ha pubblicato le raccolte poetiche Fuori Tempo (Giraldi, 2005), Non a sua immagine (Giraldi, 2007), Quella che resta (Giraldi, 2008), Gabbiani Ipotetici (Cicorivolta, 2013), Le conseguenze della musica (Cicorivolta, 2014), Gli obbedienti (Cicorivolta, 2016), Una piccolissima morte (edizionifolli, 2017) e la biografia musicale La rosa e la corda. Placebo 20 Years (Sound and Vision, 2013).

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